DEFINIZIONE:

l’isteroscopia è un esame endoscopico mediante il quale è possibile avere immagini dirette del canale cervicale, della cavità uterina e dell’endometrio.
La visione avviene mediante l’isteroscopio, uno strumento di 2.7 mm di diametro contenente fibre ottiche che illuminano la cavità uterina e contemporaneamente trasmettono le immagini ad una microtelecamera collegata ad un monitor.
La cavità uterina, da considerarsi virtuale, deve essere distesa da un gas (anidride carbonica) o del liquido (Soluzione Fisiologica)  utilizzando un insufflatore elettronico che mantiene costante la pressione endocavitaria entro parametri di sicurezza.

CENNI DI ANATOMIA:
Cervice: parte dell’utero che “sporge” in vagina dove si localizza  l’orifizio uterino esterno da cui origina il canale cervicale.
Il canale cervicale, di lunghezza variabile da pochi millimetri a due centimetri, termina con l’orifizio uterino interno. Il suo decorso può essere variabile e talora può essere stenotico soprattutto nelle donne che non hanno partorito o in  menopausa: è in tale zona che il passaggio della sonda isteroscopica può determinare il dolore alla paziente. Superato l’orifizio uterino interno si visualizza la cavità uterina: essa è tappezzata da una particolare mucosa chiamata endometrio che sfaldandosi mensilmente, determina la comparsa delle mestruazioni. La cavità uterina e gli osti tubarici sono evidenziati insufflando anidride carbonica o liqido per distanziare le pareti e permettere una loro corretta valutazione.

INDICAZIONI:
L’esame isteroscopico si esegue principalmente per:

  • Sterilità ed infertilità, pazienti candidate ad un trattamento di Fecondazione in Vitro (Fivet).
  • Aborti ripetuti
  • Valutazione preoperatoria di malformazioni  (setti subsetti, insellature del fondo) o sinechie  uterine.
  • Conferma presenza polipi, fibromi sottomucosi valutati ecograficamente.
  • Sanguinamenti  o emorragie uterine atipiche.
  • Stillicidio ematico in menopausa
  • Controllo iperplasia endometriale in menopausa.
  • Valutazione endometrio in pazienti in terapia con Tamoxifene (Nolvadex)

Un capitolo a parte è il ruolo dell’isteroscopia nella diagnostica dell’infertilità e della sterilità: la paziente candidata ad un trattamento di fecondazione in vitro deve essere sottoposta a tale indagine poiché è necessario studiare a fondo tutte le caratteristiche anatomo-funzionali  del canale cervicale e dell’orifizio uterino interno al fine di agevolare l’operatore ad eseguire correttamente il trasferimento degli embrioni (Embryo Tranfer). E’ essenziale inoltre escludere la presenza di malformazioni congenite (setti, sub setti, insellature del fondo) o fibromi sottomucosi  poiché possono determinare abortività. Non è invece possibile individuare formazioni che siano del tutto all’interno dello spessore delle pareti dell’utero oppure avere informazioni dirette sul decorso e la pervietà delle tube.
Molte di queste anomalie (setti, fibromi, polipi ecc) possono essere corretti con una Isteroscopia OPERATIVA che richiede un ricovero e si esegue quasi sempre in anestesia generale.

ISTEROSCOPIA DIAGNOSTICA AMBULATORIALE
Cosa è l’isteroscopia diagnostica?

L’isteroscopia diagnostica consiste nel controllo visivo della cavità interna dell’utero attraverso l’introduzione di un sottile strumento ottico detto appunto isteroscopio dal greco antico “utero” e “vedere”.
Lo strumento è del diametro di poco più di 2 mm. ed è associato ad un sistema di illuminazione ed una telecamera. Si esegue di regola in ambulatorio senza alcuna preparazione particolare e generalmente non provoca dolore eccessivo.

Quando si esegue l’isteroscopia diagnostica?

E’ necessario eseguire l’indagine in fase preovulatoria e vale a dire tra il 6° e il 10° giorno: infatti, in tale periodo il collo uterino è più compiacente e permette un più facile accesso dello strumento nella cavità uterina. In circa il 5% dei casi, a causa di particolari caratteristiche anatomiche del collo dell’utero (stenosi dell’orifizio uterino interno, presenza di canale cervicale tortuoso), non è possibile portare a termine l’esame ed occorre eseguire l’esame in narcosi dopo qualche giorno.
In menopausa la fisiologica distrofia può determinare maggiormente una stenosi serrata del canale cervicale e quindi l’esame isteroscopico può essere più indaginoso.

Cosa devo fare prima?

Una volta prescritta dal vostro ginecologo per l’isteroscopia serve un appuntamento. Sarà necessario effettuare preliminarmente alcuni esami del sangue (HbsAg ed HCV), portarne i risultati al seguito, ed avvertire il nostro centro se uno o entrambi i risultati dovessero risultare positivi.
Occorre riferire all’operatore la presenza di eventuali patologie infiammatorie in atto (vaginiti) o pregresse, anomalie di conduzione cardiaca (bradicardia, aritmia ecc. ),  precedenti episodi di s. vagale, allergie terapie, farmacologiche in atto.
E’ necessario eseguire la profilassi farmacologia allegata ( da 2 sere prima la lavanda e l’antibiotico un’ora prima e 6 ore dopo l’indagine)

Come si effettua l’esame?

Si viene fatte accomodare su di un normale lettino ginecologico. Il medico inserisce nella vagina un semplice strumento (speculum) che la divarica leggermente e permette quindi di visualizzare, detergere e disinfettare il collo dell’utero. Viene quindi appoggiata l’estremità dell’isteroscopio sull’inizio del canale cervicale che dalla vagina porta alla cavità uterina. Dallo strumento si fa affluire quindi del gas (CO2) o del liquido (Soluzione Fisiologica)  che serve a dilatare gentilmente il canale cervicale e poi la cavità uterina. A questo punto seguendo su di un monitor il percorso si avanza fino a raggiungere l’interno della cavità della quale il medico controllerà la forma, le dimensioni, l’imbocco delle tube di Falloppio ed altre caratteristiche del cui significato discuterà con voi in un secondo tempo. In alcuni casi si potrà prelevare un piccolo lembo del tessuto (endometrio) che riveste l’interno dell’utero per farlo esaminare.

Quali sono i rischi?

La stragrande maggioranza delle pazienti non accusa alcun disturbo e può tornare alle normali attività il giorno stesso. Un numero ristretto di pazienti prova, per qualche minuto dopo l’esame, un senso di debolezza e talvolta un fastidio paragonabile a quello di una mestruazione dolorosa. Delle piccole perdite di liquido e poi di sangue (come durante il ciclo mestruale) nei giorni successivi sono da considerarsi normali.
Qualora le salpingi siano pervie e il passaggio di un po’ di gas nell’addome, può determinare una dolenzia alle spalle dopo qualche minuto successivo all’indagine. Il sintomo può durare  qualche minuto e un’eventuale somministrazione di un farmaco antiinfiammatorio (diclofenac o ketoprofene) lo attenua rapidamente.  Nelle ore successive è prevedibile un piccolo sanguinamento genitale per cui è necessario munirsi di un “salva-slip”.
In casi ancora meno frequenti si possono verificare fenomeni di nausea, vomito, abbassamento della pressione sanguigna fino allo svenimento.(fenomeni vagali)
Nella letteratura scientifica internazionale sono descritte delle complicanze maggiori che sono estremamente rare ed includono perforazioni dell’utero o sanguinamenti che comportino la necessità di eseguire un intervento chirurgico riparativo. Tale eventualità non si è mai verificata nella nostra esperienza.