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La condizione di sterilità, definita come l’incapacità di una coppia di concepire dopo due anni di rapporti intenzionalmente fecondi, interessa circa il 15-18% delle coppie. È quindi la sterilità un problema di dimensioni sociali che, peraltro, non ha soltanto una valenza sanitaria ma altresì di ordine psicologico, familiare, personale e relazionale.

In molti casi questa condizione può essere superata attraverso una Tecnica di Riproduzione Assistita (TRA). Come noto, le Tecniche di Riproduzione Assistita riescono ad ottenere gravidanze in condizioni di infertilità non solubili fino a qualche anno addietro, ma va chiarito che, purtroppo, le suddette tecniche, anche quando riescono ad ottenere una gravidanza, non risolvono la causa della sterilità ma soltanto la “superano” (ad esempio se una donna ha le tube occluse con la fecondazione in vitro si può ottenere la gravidanza ma le tube rimarranno occluse). Inoltre, va chiaramente sottolineato che le percentuali di successo di queste tecniche per ciclo, pur variando da una tecnica ad un’altra, rimangono basse in termini assoluti.
Per questo motivo il conseguimento di risultati ottimali nel trattamento della infertilità di coppia è strettamente legato a questi due punti fondamentali:

  • Completamento degli accertamenti diagnostici: il problema di una coppia che non riesce ad avere figli non può essere affrontato adeguatamente se non vengono effettuate tutte le procedure diagnostiche atte a comprendere le cause dell’infertilità. Ad esempio, non è possibile definire come “idiopatica” (cioè senza causa evidente) una sterilità se non si è effettuato un esame laparoscopico dell’apparato riproduttivo femminile.
  • Gradualità dell’approccio terapeutico: spesso è possibile ottenere una gravidanza con procedure terapeutiche meno invasive della fecondazione in vitro e quindi meno gravose per la paziente sia da un punto di vista fisico che psicologico. Per questo motivo in molti casi è consigliabile effettuare queste tecniche prima di passare a quelle più impegnative.

Tutto questo naturalmente rispettando una tempistica razionale, senza perdite di tempo dovute ad accertamenti diagnostici e trattamenti reiterati quanto inutili, tenendo presente l’impatto fortemente negativo dell’età della paziente sui risultati delle Tecniche di Riproduzione Assistita.